Mia sorella Mara

QUANDO LA MEMORIA E I SIGNIFICATI AIUTANO A VIVERE

"A noi 6 fratelli"

Eravamo piccolette insieme

di Maria Mirella D’Ippolito, Mirella, Miri

All’inizio del suo capitolo

“Vorrei capire perché mi sta succedendo tutto questo”.

Questa l’ultima frase che mi hai detto prima che entrassi in coma per tre giorni e ci venisse poi impedito a noi sei fratelli di venirti a trovare, ma soprattutto anche solo di sapere dove e come stavi, per venire poi a conoscenza della tua perdita con un freddo messaggio uguale per tutti, fratelli e non.

Questa frase mi è apparsa un mandato.

Con quanto segue ho tentato di raccoglierlo, e questa è la mia percezione e la mia verità.

Verso la fine del suo capitolo

Come primogenita quanto hai sempre dovuto mostrarti forte!

La nostra unione fra fratelli è dovuta anche a questa tua fatica.

[…]

Poi, era previsto che andassi da sola con le pompe funebri ad essere incenerita.

Da sola ti ho scortato, accompagnato, consegnato.

Correvamo insieme, tu avanti e io dietro, sulla superstrada per Viterbo.

Mirella – Miri


di Maria Concetta, Maretta, Mara

DUE DIPINTI DI MARA

Riflessioni sulla poesia di Mara

TENTATIVI DI UNA NUOVA POESIA

DAL PARTICOLARE, AL GENERALE

DAL SUPERFICIALE, AL PROFONDO

DAL PROLISSO, ALL’ESSENZIALE

DAL PARLARE AGLI ALTRI, AL PARLARE A ME

DAL VOLERMI EMOZIONARE, AL VOLERMI ASCOLTARE

DOVE IL “DA-A” NON COSTITUISCE UN’ELIMINAZIONE DEL “DA” PER UN’AFFERMAZIONE DELL’ “A”, MA UN PERCORSO

DAL “DA” ALL’ “A”, CIOE’ SENZA INDULGERE INFANTILMENTE SOLO NELL’ “A” ROTOLANDOCISI E SBRODOLANDOCISI DENTRO, NE’ PASSARE REPENTINAMENTE AD UN “A” ASTRATTO E RETORICO

UN PERCORSO CHE NON DEVE PERCORRERE CIOE’ CONNESSIONI SCONTATE RETORICO-INFANTILI, MA ATTUARSI QUASI “NONOSTANTE ME”, QUASI PROVENENDO DA CHISSA’ DOVE, QUASI A STUPIRE ME STESSA, TROVANDO PAROLE, PERCERZIONI E VISIONI IMPREVISTE (COME DEGLI IN-SIGHT)


 

Una poesia di Mara

LE DUE FINESTRE

Questa sarà la finestra
dalla quale verrai a prendermi

Questa dalla quale ogni sera
tramonta un sole rosso
e nuvole rosa decorano il cielo
intrecciate con gli alberi?

Oppure verrai da quest’altra,
dove ogni giorno arriva il sole del mattino
a dirmi buongiorno
entrando ogni volta ad avvolgere il mio letto
e ogni volta con mia sorpresa e all’improvviso?

Queste due finestre sul mondo,
un mondo ormai per me così scomodo e scontato
da non desiderare neanche più di uscire
per incontrarlo.

Del resto, cosa potrei incontrare ancora
che già non conosco: cosa
più grande del mio e del tuo cuore,
Signore?

Ma queste due finestre sul mondo
ancora riescono a farmi sognare:
la vita vissuta
e quella ancora da vivere.

Eppure non più resta che qualche ramo spezzato
o la nostalgia dei miei profumati fiori di zagara
gelati insieme agli aranci lo scorso inverno
e poi da me con pazienza risvegliati
in piccole gemme oggi rinate.

I ricordi, le gemme di tutta una vita
concentrate in così poche piccole cose…

E un cielo
un cielo luminoso e bellissimo
più bello di tutti i cieli del mondo:
quello da cui mi guardi ogni giorno.

Il cielo da cui verrai a prendermi.


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Due poesie musicate di Mara

Per nostro fratello
Non sporcare il mare

Dedicata a nostra madre ormai mancata
Madre che scendi

Liberatorio come una didascalia a una foto di vita non del tutto comprensibile nell’ immediato.” Maria Gabriella, Gabri, Foglia.
Immagine di copertina

Prefazione di Massimo Caon


Da Paola Verdinelli De Cesare

E-mail intitolata “Un pensiero intenso

“Ma la ragione principale per cui ti scrivo è per dirti che ho riletto un paio di volte i tuoi pensieri su MIA SORELLA MARA.

Sono di una intensità, leggerezza spirituale, coraggio e autenticità intimistica veramente travolgenti. In poche righe hai saputo condensare il tutto, detto e non detto, vissuto, subìto e nascosto, delle vostre ricche esistenze.

Mi ha molto coinvolto e mi ha dato una chiave di lettura e uno spaccato di intrecci che aiuta a illuminare la comprensione dell’essere relativo e assoluto di ciascuno di noi.

Appena avuto l’avevo sfogliato con ammirazione per l’impianto, la molteplicità delle testimonianze (foto, poesie, pittura, prefazione, veste tipografica) e solo a volo d’uccello l’ultima parte. Invece il pezzo forte del tutto, che ti impone di tornare alle pagine indietro e valorizzarne la portata, è la tua testimonianza. Un modo per te per essere certa di non aver perso ma ritrovato la tua sorellina maggiore per averla dentro di te con tutta la straordinaria compagnia che con lei tu hai saputo commemorare e rivivere.

Brava Mirella un grande bacio grata per l’esempio che ci hai regalato. 

Tua Paola”

Risposta alla e-mail di Paola da Maria Mirella D’Ippolito

“Sai Paola,

un grandissimo desiderio parallelo ai significati che mi emergevano dal di dentro, è stato ed è che la mia lettura della storia di Mara e del suo sacrificio possa servire a molti altri. Le tue parole relative alla mia parte mi fanno pensare che forse ci sono riuscita.

Insieme a tutto ciò, il grandissimo desiderio anche di rendere eterna l’arte di Mara.

Grazie ancora a te.

Mirella tua”


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